Il perfetto pallet per la grande distribuzione? Preparalo così

Il perfetto pallet per la grande distribuzione? Preparalo così

Postato da: nicolo
Categoria: Articoli

Esiste un bancale in legno che si possa definire perfetto per la logistica relativa alla grande distribuzione? Sì, deve però rispettare delle linee guida strutturali e di carico della merce.

Le realtà operativa hanno esigenze di ottimizzazione dei processi di consegna delle merci alle aziende della grande distribuzione organizzata (GDO).

Succede spesso che nelle fasi di consegna e ricezione si registrino delle non conformità, inefficienze e complessità legate a requisiti di accettazione diversi tra vari magazzini, che sono diventati sempre più stringenti in termini di caratteristiche fisiche e identificative della merce consegnata ai magazzini dei clienti GDO, i cosiddetti Ce.Di.

Questa aumentata complessità è dovuta a una crescente presenza di sistemi e impianti automatici di stoccaggio e gestione, compresi robot di manipolazione di pallet e/o colli.

Sistemi di questo tipo richiedono il rispetto di variabili di progetto “rigide”, legate alle caratteristiche dimensionali, strutturali e identificative delle unità di carico (UdC) e all’operatività in genere.

Il non rispetto di tali requisiti di ricezione delle unità di carico genera respingimenti, colli di bottiglia, costi aggiuntivi, quindi l’inefficienze della filiera.

Per aumentare l’efficienza dei processi in consegna ai Ce.Di. si sta cercando di formalizzazione e implementare delle linee guida condivise che riguardano anche l’ottimizzazione delle unità di carico in consegna, in particolare su pallet in legno, con particolare focus sui requisiti di accettazione presso i magazzini sia tradizionali che con sistemi automatizzati o robotizzati.

Pallet e logistica GDO: quali sono le principali complicazioni

Le inefficienze e le anomalie di gestione della merce caricata su pallet si riscontrano sia da un punto di vista fisico (compattamenti, ri-palletizzazioni, ecc.) sia da un punto di vista amministrativo (gestione danneggiamenti, gestione respinti, tempo uomo per la gestione delle anomalie, ecc.).

Per riassumete, le principali complessità sono legate a:

  • Diversi requisiti di accettazione dell’Unità di Carico (UdC) tra i vari magazzini.
  • Difficoltà per fornitori di merce nel predisporre diverse tipologie di UdC che rispettino i diversi requisiti.
  • Casi di respingimento, rilavorazione delle UdC o spostamento in magazzino tradizionale nel caso di non rispetto dei requisiti con conseguenti:
    • Extra costi.
    • Extra tempo per attività non a valore aggiunto.
    • Occupazione spazio in magazzino per rilavorazioni.
    • Inefficienze organizzative e movimentazioni aggiuntive.
    • Ritardi nei rilasci degli automezzi allo scarico.
  • Scarsa formalizzazione per le prestazioni di rilavorazioni.
  • Requisiti di accettazione dei colli in ingresso nei magazzini automatizzati.

Quali sono i pallet usati nella GDO

Nei magazzini della Grande Distribuzione i pallet più usati sono gli “Europallet”, che misurano 800×1.200mm, bancali a cui fanno riferimento i sistemi automatizzati come i cosiddetti “de-palletizzatori”, i sistemi di manipolazione colli o quelli di stoccaggio intensivo con traslo-elevatori, robot o simili.

Le tipologie di pallet che si usano nei Ce.Di. sono quelle nelle configurazioni:

  • “a 4 vie non reversibile”
  • con 9 blocchetti
  • 5 tavole (o assi) superiori e 3 tavole inferiori

per circa 145-150mm di altezza complessiva.

Dai fornitori che importano prodotti dall’estero possono arrivare dei pallet con dimensioni diverse, gestiti presso i magazzini con verifiche dedicate. È altrettanto possibile il ricorso a sottomultipli dell’Europallet, come i demi-pallet (600x800mm o misure inferiori), che devono essere opportunamente filmati tra loro per omogeneizzare l’unità di carico e renderla fruibile dai sistemi automatici.

I bancali in questione sono pallet in legno, per la stragrande maggioranza, e pallet in plastica, usati soprattutto nel settore carni.

Come preparare il pallet nel migliore dei modi

Preparare un pallet per questo scopo può sembrare facile, in realtà è una questione di precisione e di metodo. L’allestimento delle unità di carico, infatti, se non effettuato correttamente, può generare inefficienze nella logistica, in particolare quando i prodotti arrivano presso i magazzini della GDO (Ce.Di.), che hanno regole molto stringenti riguardo alle caratteristiche fisiche e identificative delle merci in arrivo.

GS1 Italy ha preparato la guida “Ottimizza la consegna ai magazzini” per raccogliere tutte le caratteristiche di quello che possiamo considerare il pallet perfetto per la GDO, realizzando questo documento sulla base delle necessità delle 35.000 aziende unite nell’associazione.

Queste linee guida hanno l’obiettivo di creare un set di requisiti (regole, caratteristiche, buone pratiche e termini comuni) che siano di riferimento per produttori, distributori e loro fornitori (es. packaging, confezionatori, …), operatori logistici, trasportatori e loro fornitori (in sub-appalto) e fornitori di soluzioni/impianti automatizzati di magazzino.

La logica è quella de semaforo, che permette in modo semplice di capire a colpo d’occhio il grado di accettabilità delle diverse pratiche di composizione del pallet da parte degli operatori della filiera.

Nel documento di GS1 Italy si fa riferimento anche alla qualità dei pallet, facendo riferimento ai requisiti della norma ISO 18613:20144 (livello di qualità al di sotto del quale diviene necessaria la riparazione, criteri minimi di riparazione).

I pallet devono comunque sempre rispettare le caratteristiche di:

  • Sicurezza per gli operatori.
  • Protezione dei prodotti.
  • Usabilità nelle varie fasi operative di movimentazione e stoccaggio, manuali e automatizzate.

La guida “Ottimizza la consegna ai magazzini” è disponibile qui.

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