Globalizzazione vuol dire anche scambi commerciali sempre più intensi tra paesi di tutto il mondo. È quello che è successo negli ultimi anni e che ha aumentato la necessità di tenere traccia della storia degli imballaggi in legno. Questo materiale è infatti un canale di diffusione di organismi nocivi che rappresentano un rischio per le foreste. Poter ripercorrere a ritroso tutta la filiera produttiva dei pallet in legno è perciò funzionale al controllo della qualità degli imballaggi.
Lo Standard ISPM 15 serve proprio a garantire questo controllo: nei paesi che aderiscono al protocollo, è obbligatorio usare legno sottoposto a specifici trattamenti approvati e si contraddistingue per il marchio IPPC/FAO (Convenzione Internazionale per la Protezione delle Piante della FAO). In Italia, è il Comitato Tecnico FITOK del Consorzio Servizi Legno-Sughero a gestire il Marchio IPPC/FAO per l’ISPM-15.
Nel nostro paese, proprio il FITOK, in accordo con i servizi fitosanitari regionali, ha introdotto un ulteriore strumento per il tracciamento del legname per imballaggi. Si tratta di un numero di lotto (Riferimento di Rintracciabilità Fitosanitaria) che associa in modo univoco il trattamento fitosanitario e imballaggi in legno trattati, o prodotti con materia prima già trattata. È un ulteriore elemento che garantisce la rintracciabilità e la sicurezza dell’avvenuto trattamento.
Il Riferimento di Rintracciabilità Fitosanitaria (RRF) è ad oggi un’esclusiva italiana. Non ci sono al momento altri paesi che adottano questa misura che consente alle aziende di dimostrare, in caso di contestazione, l’esecuzione del trattamento fitosanitario e la sua efficacia. In caso di contraffazione del marchio, l’azienda può quindi dimostrare anche la sua estraneità al fatto.
È un codice di quattro cifre con una barra che divide le ultime due cifre: ‘0000/00’. Le prime quattro cifre sono il numero progressivo con cui viene identificato il lotto di produzione mentre le ultime due corrispondono all’anno in corso. Questa serie di numeri è il riferimento di rintracciabilità fitosanitaria che tutti i soggetti aderenti a FITOK devono apporre sugli imballaggi. Il codice RRF ripercorre in più tutta la filiera a partire dal prodotto finito, per passare al pacco di semilavorato che ha dato vita all’imballo, e poi al numero identificato del trattamento termico a cui l’imballaggio è stato sottoposto.
Questo si può fare solo sugli imballaggi di nuova produzione? Dal 2012, la rintracciabilità è possibile anche sui pallet usati conformi allo Standard ISPM 15. Il sistema è simile a quello del RRF: una numerazione univoca, che si trova su particolari etichette non removibili, permette di risalire al soggetto che ha selezionato, riparato e immesso sul mercato il pallet usato.
Produrre a marchio FITOK significa ridurre il rischio di utilizzo delle barriere fitosanitarie da parte dei paesi importatori. Per un’azienda, vuol dire avere una maggiore capacità di penetrazione nei mercati grazie alla consistente riduzione degli ostacoli che ogni giorno i prodotti devono superare.
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Fonte: Conlegno
LINK UTILI:
Comitato tecnico FITOK:
http://www.conlegno.eu/it/comitati-tecnici/fitok/mission-3
Info generali FITOK e ISPM-15
http://www.conlegno.eu/it/ispm-15-e-fitok